Sabato dopo le ceneri

Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano.

Dal Vangelo secondo Luca (5,27-32)

In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

Parola del Signore

Una Parola...

All'inizio del nostro cammino Quaresimale ritroviamo la scena della vocazione di Matteo, in poche battute l'evangelista ci presenta un avvenimento decisivo, è come se la forza di quella parola d'amore non ammettesse ritardi.

L'invito per noi oggi è quello di sentirci rivolti, in prima persona, lo sguardo e il dolce appello di Gesù... non in un luogo speciale, ma nel quotidiano della nostra vita, anzi, come per Matteo, proprio nei luoghi meno probabili, perché l'amore del Signore ci raggiunge inatteso e improvviso, Lui "si ferma senza fretta e ci conduce all'incontro con Dio" (Papa Francesco).

Buon incontro!


… per crescere nella fraternità

Il Signore ci aspetta. E quando noi Lo cerchiamo, troviamo questa realtà: che è Lui ad aspettarci per accoglierci, per darci il suo amore. E questo ti porta nel cuore uno stupore tale che non lo credi, e così va crescendo la fede! Con l’incontro con una persona, con l’incontro con il Signore”
(Dal discorso di Papa Francesco di sabato 18 maggio 2013, Veglia di Pentecoste).

Signore Gesù, Tu ci chiami a seguirti, nel Tuo cammino di croce;

Tu sconvolgi i nostri sogni e i nostri progetti: eppure, Tu sei la nostra pace…

Accettaci con le nostre paure e le esitazioni del cuore;

accogli il nostro umile amore, capace di darti soltanto il poco che siamo.

Convertiti a noi, Signore, e noi ci convertiremo a Te,

lasciandoci condurre dove forse non avremmo voluto,

ma dove Tu ci precedi e ci attendi,

per fare delle povere storie della nostra vita e del nostro dolore

la Tua storia con noi. Amen.

(Bruno Forte)


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