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PICCOLI

Iniziamo la prima settimana di Quaresima e subito siamo chiamati a scegliere da che parte stare, anzi, più che scegliere siamo invitati a fare i conti con le conseguenze delle nostre azioni. Nel Vangelo di oggi ci troviamo con un forte invito a guardare in profondità la nostra realtà e noi stessi. Abbiamo detto che per costruire la PACE dobbiamo riconoscerci fratelli, anzi, siamo chiamati a farci servi dei più piccoli intorno a noi.

Domandiamoci allora chi sono i più piccoli nel nostro oggi? Magari cammino al lavoro o all'università incrociamo uno sguardo sofferente, cosa facciamo?

Ho avuto fame e sete non si restringono ai bisogni fisiologici, che vanno comunque assicurati a tutti, ma sono un invito ad aprire il cuore per donare tutto l'amore che abbiamo ricevuto.

Ecco dove nasce ogni impegno per il bene comune, riflettiamo con queste parole di Giorgio La Pira, Egli parla della sua vocazione politica, ognuno di noi potrebbe riferirla alla propria vocazione... buon cammino!

Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa brutta! No: l’impegno politico è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità. Giorgio La Pira

Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

Dal Vangelo secondo Matteo (25,31-46) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli sepaerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi". Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato". Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?". Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me". E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna». Parola del Signore.

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