PADRE

Prosegue il nostro cammino "comunitario" verso la Pasqua e oggi più che mai possiamo parlare di fratellanza, infatti, dire che Dio è Padre, anzi che è nostro Padre vuol dire che non possiamo permetterci di vivere come individui, perché significa tradire la nostra più profonda realtà.

Gesù insegnandoci il Padre Nostro come "preghiera modello" delle nostre preghiere ci invita ad uscire dai nostri sguardi stretti per aprirci alla gratuità dell'amore, per affidare tutta la nostra vita alle cuore di un Padre che vuole per noi soltanto il bene.


Oggi dedichiamo qualche momento della giornata a ripetere senza fretta la preghiera del Padre Nostro, ci farà bene!

“La preghiera del Padre Nostro è un invito a usare poche parole, cioè essere vero, diretto, schietto. Con Dio posso essere me stesso senza bisogno di abbellimenti, senza maschere”. [p. J.P. Hernandez sj]


Voi dunque pregate così.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così:

Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe». Parola del Signore.

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